Spotted: I Can Smell You

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Prodotto: Dior Homme Parfum
Regia: Guy Ritchie
Cast: Jude Law
Musica: Muse – Exogenesis Symphony Part I, Ouverture
Extra: Making Of


“Il mio lavoro principale è quello di fare film interessanti e divertenti, e io non sono orgoglioso di quale formato o che particolare tecnica uso. Voglio solo che il prodotto finale sia bello da vedere. ” Guy Ritchie

Il suono della cornetta di un telefono che, uno squillo dopo l’altro, cerca un contatto: sullo schermo fondo nero, come a volerci comunicare fin dalle prime immagini che non è il visivo, stavolta, ciò che ci interessa. Il vero trucco di Guy Ritchie, regista ancorato all’espressione ed al dettaglio, è allontanarci dall’immagine filmica ed incatenarci agli altri sensi. Stimolare il tatto attraverso i gesti, semplici eppure pregni di significato, che la modella Michaela Kocianová danza intorno alla figura di Jude Law, incarnazione dell’uomo Dior. Stimolare l’udito, attraverso quella semplice telefonata e poche parole, I know who you are, you know who I am, che attraverso la profonda voce dell’attore britannico accarezzano l’immaginario di ogni donna.

E a quel punto, gli occhi non servono più, ci si lascia trasportare dalle note dei Muse e dalla loro Exogenesis Symphony, immaginando quei gesti, quei dettagli sapientemente girati e seguendo Jude Law nella sua macchina fino ad arrivare alla misteriosa ‘lei’. La stessa che lo ha vestito? Un fantasma? Nel bel mezzo del climax ascendente della narrazione, dopo soli quattro minuti, il piccolo gioiello noir di Guy Ritchie rivela la vera essenza, l’unico senso dei cinque che ancora non aveva toccato. Il trucco a quanto pare è in una folata di vento al centro di Trocadero, davanti alla Tour Eiffel. E dire che Jude Law l’aveva anche detto: I can smell you. Il mero frammento di immaginazione resuscitato dalla memoria olfattiva chiude così, come un’ultima pennellata, quel gioco fatto di sguardi e di primissimi piani, finché il vento non porta via anche quello, e di nuovo fondo nero.

“Un Rendez-Vous”, titolo del cortometraggio realizzato da Guy Ritchie per Dior Homme, arriva nel 2010 e nel pieno della nuova onda filmica dedicata ai cortometraggi di promozione di un brand: Martin Scorsese aveva appena finito di realizzare Bleu de Chanel, Frank Miller rendeva le pubblicità più interessanti dei programmi stessi nel momento in cui in tv appariva il suo spot per Gucci.

Il regista britannico, appena allontanato dalla moglie Madonna e dalle comuni scelte artistiche che ne avevano influenzato la filmografia, coglie quindi l’occasione per realizzare un rendez-vous con se stesso e rincontrare la sua stessa regia d’impatto, prendendo in mano di nuovo l’essenza di sé giocando con ciò che lo aveva caratterizzato in precedenza: ne esce un cortometraggio intelligente e sapientemente manovrato, che sfrutta l’attenzione al dettaglio ed un montaggio dal ritmo incalzante in maniera magistrale, racchiudendo in cinque minuti una vera e propria storia.

Ad accompagnarlo il fascino di un artista come Jude Law, alla guida della promozione di Dior da anni e solo recentemente sostituito dal connazionale Robert Pattinson, che presta il suo fascino e la sua eleganza rendendo il tutto incredibilmente più credibile anche solo guardando nello specchietto retrovisore. E se qualunque donna dopo aver visto questo spot ha pensato di voler regalare Dior Homme al proprio partner, non possiamo che dichiarare perfettamente riuscito l’intento di questo team, che nel frattempo ha anche confezionato uno degli spot cinematograficamente più suggestivi degli ultimi anni.

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