Gaycation: la recensione della serie di Ellen Page

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In molti paesi del mondo ancora si discute sull’argomento dei diritti da “riservare” anche alle coppie omosessuali, ma a fronte dei traguardi raggiunti in materia civile da nazioni come Francia, Regno Unito e alcuni stati americani, non dovremmo perdere di vista una questione altrettanto seria e fonte di riflessione sull’andamento della società: come vivono oggi gay, lesbiche, transgender? Sono ancora vittime della chiusura mentale? Come cambia la vita delle comunità LGBT nelle diverse culture? A queste domande risponde GAYCATION, la docu-serie prodotta da Viceland (il network tv di Vice) che ha esordito sul canale il 2 Marzo. Protagonista e traghettatrice del viaggio Ellen Page, accompagnata dall’amico Ian Daniel.

Nel primo episodio i due visitano il Giappone: in un territorio sociale dove la sessualità sembra repressa e la religione non esercita la stessa pressione psicologica dei paesi americani, gli omosessuali vivono una condizione di enorme solitudine unita alla necessità di nascondersi per essere se stessi, in tutte le proprie sfaccettature. L’attrice ci guida infatti in un percorso caratterizzato da locali esclusivi notturni situati nel cuore di Tokyo, il quartiere Ni-Chome, popolato da personaggi eccentrici e grandi custodi della libertà espressiva; sempre nella stessa zona troviamo un’enorme fumetteria ad otto piani, con una sezione riservata a materiale manga con tematiche gay. Viene rivelata insomma un’omosessualità “visibile” ed esplicita che i giapponesi faticano a ritrovare nella realtà e che accettano come fantasia, nelle pagine dei fumetti, in tv o al cinema.

Questa effimera apertura della società distrae però dal clima di estrema ed obbligata riservatezza che ragazzi e ragazze gay respirano tutti i giorni. Costretti a nascondersi dietro le porte dei club o addirittura tra le mura delle proprie abitazioni, arrivano perfino a consultare siti online e aziende specializzati nell’affitto di finti fidanzati/fidanzate da poter presentare alle famiglie in modo ufficiale. È il Giappone. Pagare delle persone per continuare a vivere nella menzogna, in un silenzio che uccide. La parte più emozionante della puntata arriva sul finale, lì dove l’umorismo e la leggerezza cedono il passo all’emozione di un coming out, segnale dell’enorme potenziale di questo GAYCATION; uno sguardo sincero sulla comunità LGBT spoglio di stereotipi e preconcetti di cui onestamente, avevamo bisogno.

Qui sotto potete trovare una clip tratta dall’episodio.

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