No Escape – Colpo di Stato: La Recensione del film con Owen Wilson

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Una lunga carrellata di scene d’azione dal ritmo serrato

Quattordici anni di commedie dopo Behind Enemy LinesOwen Wilson si cimenta ancora una volta in un action-thriller che lo vede, in un innominato Paese del sud-est asiatico, nei panni di un padre pronto a tutto per salvare la moglie (Lake Bell) e le sue due bambine dalla caccia allo straniero scatenata nella regione da un colpo di stato. Diretto da John Erick Dowdle e co-sceneggiato con il fratello Drew, No Escape ci scaglia con forza nel dramma di una famiglia americana alla ricerca di una via di fuga dalle violenze che scuotono la nazione. Una regia che predilige l’uso della camera a mano, close-up  e slow motion,  ci guida con un ritmo serrato tra pubbliche esecuzioni, esplosioni e sparatorie, supportata dalla colonna sonora di Marco Beltrami (The Hurt Locker, 3:10 to Yuma).La scelta di scritturare Wilson, un attore tutt’altro che associato al cinema d’azione, è solo apparentemente anticonvenzionale, ma anzi è funzionale all’immagine dell’uomo comune, senza particolari capacità fisiche e strategiche, impreparato ad affrontare una situazione del genere ma spinto dall’amore per la sua famiglia che, in teoria, dovrebbe permettere allo spettatore di riconoscersi facilmente nel protagonista.


“Più che un film d’azione su una famiglia volevamo realizzare un dramma familiare con elementi d’azione” affermano i Dowdle, ma non sempre tra volontà e realtà c’è la corrispondenza sperata. Infatti, la pellicola traballa proprio quando tenta di addentrarsi nella psicologia dei personaggi e nei meccanismi del nucleo familiare, che si ritrova  della politica estera americana. L’unico breve commento politico del film viene affidato al personaggio di Pierce Brosnan, con una scialba presa di conoscenza del ruolo delle multinazionali e dei governi occidentali; un patetico tentativo di mostrare le motivazioni che si celano dietro alla rivolta della popolazione locale, ridotta nell’immaginario dei Dowdle a una folla spietata e cruenta, più consona a un film horror. Si appiattisce e si svuota così ogni tentativo di trasformare No Escape – Colpo di Stato in un qualcosa di più di una lunga carrellata di scene d’azione, emozionanti ma che lasciano il tempo che trovano.  Un peccato.

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